i saluto dandovi il benvenuto nel mondo delle tradizioni agricole gastronomiche reggiane e grazie per aver scelto un prodotto che rinnova una tradizione di famiglia che risale alla fine del 1800. Corre l'anno 1891 e in Gavasseto, un piccolo borgo in provincia di Reggio Emilia nasce Carmelina Ligabue, mia nonna.

 

 
ome era costume e cultura nelle famiglie agricole benestanti, il bisnonno Anselmo Ligabue avvia per la figlia una "batteria" di barili di aceto balsamico che porta in dote quando, nel 1915 sposa Ricordano Dodi, Mastro Casaro di formaggio Parmigiano-Reggiano in Bastiglia alle porte di Modena. Nel 1925 il mercato del Parmigiano-Reggiano vive una pesante crisi che travolge molti operatori e tra questi anche mio nonno Ricordano, il quale, ridotto in miseria con la famiglia ed i suoi cinque figli, lascia Bastiglia per trasferirsi a S.Valentino di Castellarano (località Case Ferri).
 
 
 



er fronteggiare le ristrettezze economiche nonno Ricordano chiede a nonna Carmelina di vendere la batteria di aceto balsamico ricevendo, però, un fermo rifiuto: "L'ho salvata da sola quando tu eri in guerra, vedrai, la salveremo anche questa volta per lasciarla al nostro primogenito Rolando". Partono per S.Valentino, dove resteranno fino al 1930, con tanta miseria ma fieri di mantenere in vita la tradizione familiare dell'aceto balsamico da tramandare ai figli. Nonna Carmelina dalle uve di trebbiano ricavava il mosto per rincalzare le botti di aceto che custodiva gelosamente in un piccolo sottotetto ricavato restringendo la camera dei figli.


Il mosaico che vi accoglie a  Casa Dodi



el febbraio del 1930 la famiglia si trasferisce in un paesino poco distante: Cadiroggio.
Lì, Rolando, il figlio primo genito, esercita la sua professione di mastro casaro, sposa Elda e nel 1951 vengo alla luce. Come primogenito maschio e come costume, per ricordare il nonno scomparso, prendo il nome di Ricordano.
 
 
 



onna Carmelina, alla quale mi ha sempre legato un particolare sentimento di affetto, mi trasmette già da bambino l'amore per l'aceto balsamico ed i riti che da secoli caratterizzano la sua preparazione: la raccolta delle uve, la pigiatura a piedi, la cottura del mosto nel paiolo di rame, i rincalzi delle botticelle. Sempre dalla nonna ho appreso tanti piccoli segreti e accorgimenti per fare un ottimo mosto cotto: aggiungervi alcune noci affinché non prenda il colore verde rame del paiolo; bollire a fuoco lento; mettere alcune palline di vetro nel paiolo per impedire la bruciatura del mosto stesso. Alla morte di nonna Carmelina, come primogenito maschio, ho ereditato le botticelle della Riserva di Famiglia.



a mia impegnativa attività di casaro, intrapresa sulle orme paterne, non ha spento la passione per l'aceto balsamico, anzi l'ha accresciuta. Il matrimonio di mia sorella Liviana, la nascita dei suoi due figli Mirco e Herry sono alcuni degli eventi associati all'estensione del numero di batterie dell'acetaia. Questa passione non ha del resto risparmiato mia moglie Valeria. E così, oggi, si può dire che tutta la famiglia Dodi è "prigioniera" del mondo dell'aceto balsamico. L'Acetaia Dodi è a Casalgrande lungo la sponda sinistra del fiume Secchia sulla strada che porta a Canossa, alla Rocca di Matilde, un luogo ricco di storia e teatro di eventi. Oggi, sono felice di farvi gustare una parte della nostra Riserva di Famiglia

 
 
Casalgrande, agosto 2002
Ricordano Dodi


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